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Mag 312015
 

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calore utile e calore disperso

Le caldaie in grado di utilizzare il calore del vapor acqueo disperso nei fumi sono definite caldaie a condensazione, in quanto per recuperare il calore del vapore disperso nei fumi ricorrono alla tecnica della condensazione.
A tale scopo sono costruite con materiali resistenti alla condensa e devono essere servite con acqua di ritorno a basse temperature.

La condensazione consente infatti non solo di recuperare parte del calore contenuto nel vapore, ma anche di abbassare la temperatura dei fumi e dell’involucro, riducendo così il calore disperso verso l’ambiente esterno e il locale caldaia.

I rendimenti ottenibili con queste caldaie sono strettamente correlati sia alle loro condizioni di lavoro sia al combustibile utilizzato (metano, GPL, gasolio).

Pertanto le caldaie a condensazione non sono caldaie che condensano, bensì caldaie che possono condensare. E possono condensare solo con temperature di ritorno inferiori a quelle di rugiada nei fumi.
Temperature queste assai variabili e correlate a diversi fattori tra i quali il tipo di combustibile e la percentuale di anidride carbonica presente nei fumi.
L’importanza delle temperature di ritorno in caldaia è anche connessa al fatto che più tali temperature sono basse più aumenta la quantità di condensa ottenibile e quindi la quantità di calore recuperabile dai fumi.

Va considerato che le soluzioni non in grado di far funzionare le caldaie con basse temperature di ritorno di fatto vanificano la maggior parte dei benefici energetici, e quindi economici, ottenibili con le caldaie a condensazione.

In fisica non è possibile avere rendimenti superiori al 100%. Nel caso specifico della combustione, non è possibile produrre e tanto meno utilizzare più calore di quello contenuto nel combustibile.

Il rendimento delle caldaie venne definito in tempi in cui la tecnica della condensazione non esisteva ancora.
Al tempo fu’ deciso di confrontare il calore utile con il PCI (Potere Combustibile Inferiore): vale a dire col calore totale che può essere ottenuto dal combustibile diminuito del calore contenuto nel vapor acqueo durante la combustione.

Questo modo di calcolare il rendimento delle caldaie è stato mantenuto anche ai nostri giorni, anche se con le caldaie a condensazione si recupera non solo il PCI ma anche una parte del calore PCS contenuto nel vapor acqueo.

Per questa ragione i rendimenti delle caldaie a condensazione possono superare il 100%, e dare la falsa impressione di produrre più energia di quanta ne contenga il combustibile.