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Apr 202016
 

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incrostazioni calcaree

L’acqua che proviene dall’acquedotto contiene svariati sali minerali, in particolare i bicarbonati di Calcio e Magnesio. La concentrazione di tali minerali discioli, costituisce la durezza dell’acqua.
I bicarbonati di Calcio e Magnesio con il calore si trasformano in carbonato insolubile, formando l’incrostazione comunemente chiamata calcaree, notoriamente visibile su pentole e serpentine scalda acqua presenti nelle lavatrici, scaldabagni e lavastoviglie. Questo tipo di durezza, se eccessiva, causa uno sgradevole aspetto, torbido e schiumoso, al tè e al caffè.
La trasformazione avviene già intorno ai 35/40 gradi. Il calcaree è un ottimo isolante termico e questo vuol dire che dove ci sono incrostazioni sarà necessaria sempre più energia elettrica o termica per riscaldare l’acqua alla temperatura desiderata.

La durezza dell’acqua viene misurata generalmente in gradi francesi: °f
Un grado francese corrisponde a 10 mg di carbonato di calcio (CaCO3) per litro d’ acqua ed a seconda del valore le acque vengono così classificate:

  • durezza (°f) minore di 7 –> molto dolci
  • durezza (°f) da 7 a 14 –> dolci
  • durezza (°f) da 15 a 22 –> poco dure
  • durezza (°f) da 23 a 32 –> mediamente dure, incrostante
  • durezza (°f) da 33 a 54 –> dure, incrostante anche a freddo
  • durezza (°f) maggiore di 54 –> molto dure
  • In relazione alla qualità dell’acqua utilizzata negli impianti termici è da prevedere sempre filtrazione e condizionamento chimico mediante dosaggio di sali naturali alimentari a base di polifosfati per la protezione dalle incrostazioni calcaree e dalle corrosioni (D.P.R. 59/2009 sul risparmio energetico in edilizia).

    Quando siamo in presenza di impianti termici misti per produzione di acqua calda per riscaldamento e acqua calda sanitaria, tipica caldaia di casa, e la durezza dell’acqua ha valore maggiore di 25°f è obbligatorio montare un addolcitore indipendentemente dalla potenzialità dell’impianto. L’obbligo vale per i nuovi impianti e per edifici esistenti ristrutturati, ma la norma UNI 8065 è del 1989 e, già da allora, nell’articolo 6.1.1 veniva ricordato che per tutti gli impianti è necessario prevedere un condizionamento chimico.
    Pertanto, il dosatore di polifosfati in caldaie domestiche miste con durezza dell’acqua superiore a 25°f, non è più consentito per impianti nuovi o ristrutturati.